gima85:

Silenziosamente sonoro

Sicuramente l’installazione sonora “Cargoguitar” di Marcelo Ertorteguy, Sara Valente e Takahiro Fukuda avvicina gli spettatori al suono, facendoli entrare nello strumento musicale, creando uno spazio armonico. L’installazione è stata presentata alla Biennale di Kobe 2011. La tecnologia è mascherata di semplicità e la luce è studiata per ampliare la percezione della stanza. Lo spettatore diventa parte dell’opera ed è chiamato a partecipare attivamente alla formazione del suono. Questo tipo di arte “partecipata” che presenta qualcosa di immateriale richiede degli spazi che dialoghino coi sensi e quasi si annullino per rendere materialmente visibile ciò che, come il suono, non lo è.

itsaboutinterior:

Helium Balloon Suspended Bridge Installation by Olivier Grossetete.

itsaboutinterior:

Helium Balloon Suspended Bridge Installation by Olivier Grossetete.

oliphillips:

Reverse of Volume 

by Yasuaki Onishi

Fuga da una prigione o un nascondiglio per giocare?

Alessandro Lupi crea una serie di figure umane attraverso l’uso di fili in poliestere, successivamente dipinti a mano con pigmenti fluorescenti, e illuminati da luce di Wood.

Quest’ opera - Densità fluorescente, baule blue kid -  è l’ultimo sviluppo dell’artista per una serie che fa uso di vecchi bauli.. design in valigia :) 

“A Life” di Nedko Solakov.
Due imbianchini dipingono ininterrottamente in bianco e nero le pareti di una stanza, inseguendosi e annullandosi l’un l’altro. Un interno quindi, che vive di contrasti che disorientano e che vanificano l’esito del singolo lavoro. 
Un l
oop infinito, in continuo divenire..un po’ come la vita..

L’opera è stata presentata anche alla Biennale di Venezia del 2001.
Qui le istruzioni dettagliate dell’artista: nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio, diventa progetto!

Non poteva certo dire di amare quella città, di cui alla fine ignorava il disegno complessivo, in cui non sapeva mai esattamente dove si fosse venuto a trovare, dove nulla serviva a determinare e a riconoscere posizioni e distanze. Non vi andava mai a passeggio. Molto spesso avveniva invece che ne dovesse attraversare zone e quartieri per raggiungere una qualche meta. Era allora che, voltando per una strada, o solo volgendo più o meno distrattamente lo sguardo in una direzione, gli si presentavano scenari straordinari, di grandezza variabile, che il caso più che la volontà dei costruttori sembrava aver prodotto. E memorie antiche ed emozioni immediate scaturivano allora come infiorescenze meravigliose sullo spesso deserto del costruito.

Pier Luigi Tazzi
Ottobre 2006 

marinacinciripini:

il bianco immacolato si riempie di colore

Guardare con nuove….LENTI!
Contact Lens è l’installazione di Haruka Kojin creata a partire da due lenti differenti (piatta o cava) di varie dimensioni e dall’interazione di queste con la luce.
Esse si fondono completamente con lo spazio, a sua volta completamente capovolto e deformato, causando così una percezione del tutto nuova e magica dell’ambiente circostante.

“…Volevo realizzare l’esperienza della riflessione in una figura e farla apparire come una strana forma di vita e scultura…” 

Installazione presso Museum of Contemporary Art - Tokyo
mostra  ”Architectural Environments for Tomorrow” - 2011

Dissolvenza dei limiti fisici dello spazio.
Quadratura - Installazione di luce di Pablo Valbuena - Metadero - Madrid

Carlito Carvalhosa: Sum of Days ⇢

Attraversare Sum of Day è come compiere un viaggio, dove si rimane momentaneamente accecati dal bianco del telo morbido e traslucido che scende dal soffitto e che cancella l’ambiente circostante.

Uno spazio fortemente immersivo e interattivo: ogni visitatore con i suoi sospiri e il rumore dei propri passi, crea infatti un bagaglio sonoro, una nuova registrazione che verrà trasmessa il giorno successivo in quest’installazione sonora e ambientale di Carlito Carvalhosa.

Interno assoluto.

About

Limitless. Ovvero senza limiti. E' questa la realtà che voglio indagare attraverso questo blog.
Si parla di design, arte e architettura.
Si scoprono interni assoluti, spazi che si estendono oltre i propri confini, che si espandono diventando iconici, sensoriali, narrativi. Perché un interno non è solo una scatola chiusa da quattro mura.
Paola Gilardi.


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